Valentina Piliego
XLI Cycle IDAUP (A. Y. 2025-2026)
Curriculum: Urban Planning
Home Institution: University of Ferrara
Disciplinary sector: CEAR-09/B: Landscape architecture - CEAR-09/B: Architettura del paesaggio
Main Supervisor: Gianni Lobosco
Co-Supervisor: Sherif Lushaj
Concise CV (English version)
Valentina Piliego (1992) is a PhD student in the 41st cycle of IDAUP at the University of Ferrara. She holds a Master’s degree in Architecture from the University of Ferrara (2017), with the thesis “As a Landscape: Strategies and Scenarios for the Re-signification of Waste Infrastructures in the Territory of Ferrara”, and a Master’s degree in Landscape Architecture from the Polytechnic University of Catalonia (UPC), Barcelona (2019).
Her work explores public space projects and urban strategy research through territorial cartographic analysis based on geographic information systems (GIS), with a multidimensional and multidisciplinary approach. She focuses on territorial reading as a way to identify spatial dynamics and understand local needs.
Concise CV (Italian version)
Valentina Piliego (1992) è dottoranda del 41° ciclo IDAUP presso l’Università di Ferrara. Ha conseguito la laurea magistrale in Architettura presso l’Università di Ferrara (2017), con la tesi Come un paesaggio: strategie e scenari per la ri-significazione delle infrastrutture dei rifiuti nel territorio di Ferrara, e il Master in Architettura del Paesaggio presso la Universitat Politècnica de Catalunya (UPC), Barcellona (2019).
Il suo lavoro esplora progetti di spazio pubblico e ricerche di strategia urbana attraverso analisi cartografiche territoriali basate su sistemi informativi geografici (GIS), con un approccio multiscalare e multidisciplinare. Il suo metodo si concentra sulla lettura del territorio come strumento per individuare dinamiche spaziali e comprenderne i possibili sviluppi.
Research proposal (English version)
Title: A taskscape cartography: an atlas of reuse of water infrastructures for climate adaptation in Emilia-Romagna
Description:
This research develops a taskscape-based cartography to understand and reactivate historical water infrastructures as climate adaptation landscapes, specifically in Emilia-Romagna. It focuses on maceri: small basins once used for hemp retting (and comparable European retting basins), reading them as cultural landscapes where technical systems, labour, social relations, and ecological processes are co-produced. Drawing on Tim Ingold, landscape is approached as a temporally constituted field of activities, rhythms, and skills rather than as a static visual scene.
In dialogue with Italian scholarship on cultural and agrarian landscapes (Emilio Sereni and Eugenio Turri), the project treats mapping as both an interpretive and critical instrument: a way to make visible the relations between work, territorial governance, and now the climate change challenge. Methodologically, it combines archival and historiographic research on hemp cultivation and rural water management with field surveys, photographic documentation, and multi-scalar GIS and hand-drawn mapping. Layered maps register hydrological dynamics, land-use change, infrastructural traces, and contemporary practices of maintenance, abandonment, or informal reuse.
The resulting atlas documents how maceri moved from productive devices to overlooked remnants, and how the lack of heritage recognition can have isolate them from present territorial needs. The research reframes maceri as a distributed, low-tech infrastructure network that could support climate change mitigation, helping for water infiltration during floods, water retention during drought, biodiversity habitats and corridors, and locally grounded design scenarios. Ultimately, it proposes cartography as a bridge between heritage and planning, enabling reuse strategies that remain attentive to history while responding to climate risk. It aims to inform policy, design practice, and community stewardship through an operational atlas for adaptation today.
Keywords: Cultural landscape, Cartography, Water managment, Climate adaptation, Hemp retting basin
Research proposal (Italian version)
Titolo: Una cartografia del taskscape: un Atlas di riuso delle infrastrutture idriche per l’adattamento climatico in Emilia-Romagna
Descrizione:
La ricerca sviluppa una cartografia fondata sul concetto di taskscape per comprendere e riattivare le infrastrutture idriche storiche come paesaggi di adattamento climatico, con particolare attenzione all’Emilia-Romagna. Il focus è sui maceri, piccoli bacini un tempo utilizzati per la macerazione della canapa (e su bacini europei comparabili), letti come paesaggi culturali in cui sistemi tecnici, lavoro, relazioni sociali e processi ecologici sono co-prodotti. A partire da Tim Ingold, il paesaggio è inteso come un campo di attività, ritmi e competenze costituito temporalmente, piuttosto che come una scena visiva statica.
In dialogo con la tradizione italiana degli studi sui paesaggi culturali e agrari (Emilio Sereni ed Eugenio Turri), il progetto considera la mappatura sia come strumento interpretativo sia critico: un modo per rendere visibili le relazioni tra lavoro, governo del territorio e la sfida contemporanea del cambiamento climatico. Sul piano metodologico, combina ricerca archivistica e storiografica sulla coltivazione della canapa e la gestione idrica rurale con rilievi sul campo, documentazione fotografica e mappature multi-scalari in GIS e a mano libera. Le mappe stratificate registrano dinamiche idrologiche, trasformazioni d’uso del suolo, tracce infrastrutturali e pratiche contemporanee di manutenzione, abbandono o riuso informale.
L’atlante risultante documenta come i maceri siano passati da dispositivi produttivi a residui trascurati, e come la mancanza di riconoscimento patrimoniale possa averli isolati dai bisogni territoriali attuali. La ricerca riformula i maceri come una possibile rete infrastrutturale distribuita e low-tech, in grado di supportare la mitigazione del cambiamento climatico. Per questo si studia la loro possibilità di aiutare con la gestione delle acque meteoriche e le esondazioni, con la ritenzione idrica durante la siccità, con gli habitat e corridoi di biodiversità e scenari progettuali radicati localmente.
In conclusione, la ricerca propone la cartografia come ponte tra patrimonio e pianificazione, abilitando strategie di riuso attente alla storia e, al contempo, capaci di rispondere al rischio climatico. L’obiettivo è informare politiche, pratiche di progetto e forme di cura comunitaria attraverso un atlante operativo per l’adattamento.
Parole chiave: Paesaggi culturali, Cartografia, Gestione delle acque, Adattamento climatico, Maceri